Rames è un
rapper torinese. La rabbia e il sentirsi soffocare dalla realtà
metropolitana alimenta il suo stile hip hop. Rames ci racconta della
sua musica e dei suoi progetti.
Il tuo primo incontro con la musica capace di folgorarti e farti capire che quella era la tua strada, quale è stato?
Il
mio primo incontro con la musica risale ai miei 13 anni, quando iniziai
a frequentare persone veramente appassionate che col tempo me lo
trasmisero, infatti non avrei mai detto che avrei fatto musica...
Nel
2000, insieme a un gruppo di amici, abbiamo infatti dato vita al primo
Cd intitolato "Zona stretta" che uscì nel 2002. Crescendo però, tra la
scuola e il lavoro non c'é più stata l'opportunità di condividere
questi momenti e fu così che ci perdemmo di vista e decisi di provarci
da solo continuando a suonare nel tempo libero. Iniziai a scrivere il
primo disco da solista autoprodotto "Rames" e dopo mesi di intenso
lavoro passati in studio nel 2006 riesco a farlo conoscere
distribuendolo nei negozi di dischi in provincia di Torino, alle
etichette discografiche e ai giornali. Posso dire di aver fatto tutto
il possibile per non abbandonare l'attività di cui mi sentivo più
portato, e sono stato molto felice quanto ho visto risultati positivi
come recensioni e articoli. Ciò che mi ha spinto a fare tutto questo
non è solo l'indubbia passione, ma soprattutto la soddisfazione di aver
creato qualcosa di mio senza l'aiuto di nessuno.
Perché
scegliere l'hip hop, un genere estremo, ma allo stesso tempo proprio
per questo difficile da proporre in chiave originale?
L'hip
hop non è stata una scelta… è stata una cosa che è arrivata e non è più
andata via. Non saprei bene come spiegare infatti è uno di quei temi
che non tratto mai neanche nei testi. Per quanto la difficoltà nel
proporlo dipende cosa si intende, una delle mie fortune è quella di
essere apprezzato anche da coloro che il rap non lo conoscono, e
addirittura neanche lo amano. E' questa non e una cosa voluta, quindi
secondo me non è una cosa così difficile…
Il
tuo provenire da un metropoli come Torino quanto influenza la tua
musica e il tuo modo di sentire ed esprimere il tuo essere artista?
In
realtà io non vengo proprio da Torino città, ma da un paese a 2 passi
che però non mi ha reso torinese, anzi mi ha fatto capire cosa
significa muoversi in una grande città senza viverci al suo interno… A
ispirarmi non è stata tanto Torino come metropoli, ma come luogo di
vita.
Meglio la scena italiana o quella estera?
Entrambe.
Dopo "PlayRames" per il futuro credi di continuare su questa strada o stai pensando di sperimentare nuove soluzioni e sonorità?
“PlayRames” è stato sicuramente una svolta rispetto al precedente “Rames”, partendo proprio dalla mia crescita e dalle mie nuove
esperienze. E' difficile dare una risposta adesso perché le mie scelte
dipendono da molteplici fattori a volte anche inspiegabili… sicuramente
lo stato d'animo in cui mi trovo in primis. Ho comunque già iniziato a
scrivere dei nuovi brani per il futuro, ma per il momento è ancora
tutto in cantiere.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Pensate davvero che io sia cosi pessimista?
Sul web: MySpace - www.playrames.com
Articolo di: Giuseppe Gioia
Si ringrazia http://www.saltinaria.it/ per la concessione dell'articolo.
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