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INTERVISTA A NAGHEMAN, EMARCINATI CREW
Quando hai avuto il tuo primo contatto con l’hip-hop? Quando hai ascoltato il primo disco?....
Il primo contatto con l’hiphop l’ho avuto prima di ascoltare il mio primo pezzo rap, frequentavo le compagnie che giocavano a basket, seguivo l’nba e sentivo il sound hiphop, iniziavo a percepire l’energia di questa positività anche quando giocavo. Mi faceva sentire più adeguato riguardo a una certa roba, mentre prima ero un tipo molto chiuso… e mi sentivo escluso, non facevo parte a nessuna “razza” e sentendo quest’energia mi è arrivata da dentro questa spinta per sbloccarmi, ho iniziato a informarmi per vie traverse tramite amici su quest’ambiente, sul rap. Iniziavo quindi a sentire i primi dischi americani, il primo disco italiano che mi sono comprato originale con tutto a posto è stato “neffa e i messaggeri della dopa” e “odio pieno” del colle. Io mi strippavo, sentivo quella roba e mi isolavo dalle mie delusioni e dai miei scazzi, ok tu dirai ma a quei tempi ero minorenne ancora, diciamo più immaturo di adesso e quindi ero molto sognatore, molto positivo… fin da piccolo ho provato a prendermi le mie mazzate che mi hanno portato a reagire in una certa maniera
Certo d’altra parte veniamo tutti e due dallo stesso quartiere e sappiamo entrambi i casini con cui venivamo in contatto e che quasi dovevamo omertare…
Non centra molto il dove ma il come abbiamo vissuto in San Giovanni…
Per quanto riguarda i testi…. Quando è stato che ti sei detto “cazzo posso anch’io scrivere un testo!”?
se mi facevo la domanda “ma posso io scrivere dei testi ?” penso che non avrei mai iniziato… la cosa è iniziata un po per gioco, mi sono messo alla prova e ho cominciato facendo il coglione a scrivere le cose che succedevano nel quartiere, erano robe prese sottogamba non era una cosa seria, anche perché a quell’età non ero proprio maturo e non lo sono tutt’ora e ho cominciato a scrivere. Sempre per gioco ho cominciato a incontrare le prime persone che non ascoltavano la “tunz” , eravamo visti come pecore nere…
tutto questo in che anno?
L’anno non lo so, ero in seconda media, dovrei fare dei calcoli che non riesco momentaneamente a fare, non sono in condizione di contare…, sara stato a meta degli anni’90, sono nato nell’82 avro avuto tredici anni… quindi nel 95/96, gli anni ricchi sia in italia che negli usa…. Ho iniziato ad avere i primi contatti nella provincia e coi miei amici abbiamo formato l’arasha crew , e lì ci chiamavamo soldati delle rime… quindi era una roba abbastanza battagliera sulle varie esperienze accumulate…. Assieme a biko e altra gente avevamo ondato la stirpe “Rauda” che dal latino vuol dire “Rhodense”, cittadino di rho, che era la citta dove abitavamo… cominciavamo i primi live underground nella provincia… feste di paese, feste de l’unita, prevalentemente cose di sinistra, trovavamo dei bei riscontri…. Con la gente della mia età che si prendeva bene ci rendevamo conto che la pensavamo in maniera abbastanza simile su varie sfaccettature, e quindi per la prima volta nella vita avevo trovato la mia identità, facendo rap mi sentivo veramente qualcuno… spesso però avevo paura ad esprimere i miei concetti perché non venivano sempre presi bene in considerazione e io avevo un altro modo di pensarla e di viverla…
Fin da piccolo ho avuto la passione per il calcio… amavo prendere a calci il pallone fino a che, per incidenti che mi sono successi ho dovuto smettere e avevo bisogno di trovare qualcosa che prendesse il posto di questa mia passione, e quando sono venuto a contatto col rap sono riuscito a sfogare tutti i sentimenti negativi che avevo accumulato, poi l’hiphop ha preso il posto della mia passione precedente… io stavo bene facendo e ascoltando il rap…
Io non ho altre domande, ti senti di dire qualcosa tu?
Adesso sono in un periodo che scrivo rap per alleviare alcune robe e la gente che mi ascolta magari mi dice che sono negativo oppure quello che vuole fare il duro, il fatto è che sono semplicemente così e ci sono così tante cose che mi sono state inculcate fin dalla nascita che mi hanno formato in una certa maniera, poi ci sono anche le esperienze che ti portano a crescere con una determinata mentalità, non per questo sono inconsapevole dei modi di affrontare la vita, potrebbe sembrare limitativo ma provo disagio quando vedo gente intorno a me che riesce a ridere, a stare in compagnia mentre io sono un tipo solitario e spesso mi lascio affliggere dalle mie paranoie mentali che mi portano a estraniarmi, non mi sento escluso, sono io che sono fatto così e spesso lo scrivo nei miei testi, molto istintivi -anche se secondo me è sbagliato agire d’istinto- poi molto spesso quando penso dentro di me la vedo in maniera più positiva, io penso che la mia anima o qualunque altra cosa ci sia in me, faccia da filtro e mi spinga a scrivere testi più cupi….
Senza contare i limiti che ho per fare una canzone, cioè, io mi faccio fare le basi su cassetta e poi la sera vado in macchina e scrivo i testi girando per le vie di Rho immaginandomi e ricordandomi tutte le esperienze passate in ogni angolo della strada.
Io vi ringrazio per questa intervista….
Siamo noi a ringraziarti!
Bella Niño!
Bella Naghe!
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