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Recensione - Micromala - Colpo Grosso | Recensione - Micromala - Colpo Grosso |
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| Scritto da Japho | ||||
| lunedě 05 maggio 2008 | ||||
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Dopo la buona
impressione regalata al pubblico con “MalaEducazione” bootleg del 2005 e il
mixtape “BongBeach” del 2006, ecco che nel 2008 il trio veneto ritorna a
far parlare di se con questo “Colpo
Grosso”, primo album ufficiale della crew.
Il disco si compone
di 15 tracce che suonano decisamente fresche, potenti e coinvolgenti,
dimostrando tutte le qualità di cui dispongono questi ragazzi. Le basi sono ben
pompate e piuttosto varie, andando a spaziare dai più classici sounds in stile
New Yorkese alle strumentali... più tipiche della Westside. Le rime trattano le consuete tematiche giovanili che contraddistinguono gran parte del rap: si parla del disgusto verso l’attuale classe politica e lo Stato, del valore dei soldi, di droga, crimine e carcere. Ma questa volta non stiamo confrontandoci con tematiche composte da rappers da cameretta; infatti, un membro dei Micromala ha avuto problemi con la giustizia e giustamente va a parlarci di situazioni vissute in prima persona, riuscendo ad esporre questi argomenti con la dovuta naturalezza e dose di verismo.
Nel disco troviamo
la partecipazione di diversi artisti conosciuti in tutta la Penisola, tra
questi possiamo citare Gue Pequeno dei Club Dogo, Inoki della Pmc e Frank
Siciliano della Unlimited Struggle. Proprio in uno dei pezzi più rilassati e
migliori del disco troviamo Frank Siciliano, quest’ultimo, in compagnia della
Micromala ci intrattiene con un brano carico di energia positiva che parla di
un ipotetico “Giorno Perfetto”, rispecchiando proprio quel sound dal carattere emotivo
che contraddistingue la Unlimited Struggle Crew.
Bisogna ammettere
che all’interno di “Colpo Grosso”, il pezzo appena menzionato è una perla rara,
in quanto in quasi tutti gli altri brani si respira un’aria tutt’altro che
rilassata.
Altri brani degni di
nota sono: “Voglio Tutto”, canzone spinta dal motto: “quando hai poco puoi
perdere poco” ed allora si canta la necessità di non accettare alcun
compromesso che viene imposto dalla vita, ponendosi nell’ottica di dover
arraffare tutto ciò che di buono viene offerto. Troviamo poi gli ottimi “Colpo
grosso” e “Tempo Rubato”, il primo è un pezzo dalle sonorità maggiormente da
club e rabbiose mentre il secondo si approccia alla vita con un’impronta più
riflessiva e ragionata.
Verso la conclusione
del disco troviamo “Faccia nostra”, altro pezzo davvero meritevole. La canzone
è contraddistinta da buoni beats in stile old school che fanno da trampolino di
lancio per liriche taglienti e di protesta verso le logiche che generano i
meccanismi perversi e regolatori delle dinamiche riguardanti il nostro Paese.
“Colpo Grosso” è un
prodotto compatto, che offre alcune reminiscenze del sound made in Usa, strutturato
su metriche dinamiche che lo rendono capace di farsi ascoltare e riascoltare.
In definitiva, una buona prova.
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